Ristorante Svedese

IKEA PORTA DI ROMA

 Via Casale Redicicoli - 00139 Roma (RM)

12345 5 Voti -  4 Recensioni

 Replica alla Recensione di Sempliciotto

1. Assaggiare la cucina svedese, 2. Spendere poco, 3. Fermarsi a mangiare senza interrompere lo shopping: Sono tre buoni motivi che giustificano una pausa alla tavola calda self-service della nota catena svedese di arredamento. A questi tre motivi se ne aggiungono altri che dirò più avanti. Finora ci ho mangiato un paio di volte, trovandomi a fare compere all'IKEA di Porta di Roma. Il risultato in termini gastronomici ha luci e ombre: le penne con verdure (peperoni e ortaggi a grossi tocchi) e sugo di piselli, per esempio, erano scotte che più scotte non si può, ma in fondo erano proposte come contorno all'interno di un piatto unico (con un petto di pollo in salsa barbecue), non come piatto di pasta a sé stante. Il pollo medesimo non era malvagio, così come un frittino di gamberi e zucchine in pastella. Non male anche la salsa tartara "bio" che si può aggiungere ai piatti passando al bancone dei condimenti. La mia compagna ha preso pasta al pomodoro (commentando che il sugo era dolce quasi come il ketchup!, ma in fondo non le è dispiaciuto, e forse così piace ai bambini, nel cui menù viene proposta) e dei fagiolini bolliti, semplici semplici. Altre volte ho assaggiato le polpette svedesi con salsa a base di panna e mirtilli (rimaste sullo stomaco!), il salmone ripieno di verdure (buono, ma servito con tortine di verdure, patate e panna che ho trovato immangiabili), delle orecchiette al pesto (discrete), la torta svedese con mandorle e "daim" (cioccolato-caramello), gustosa ma una piccola "bomba". Il caffè svedese, servito da macchine automatiche a gettone, non è buono come un espresso italiano, ma neanche proprio da buttare. Alla fine della fiera, ci si riempie la pancia con poca spesa, e si fa un piccolo tour in una cucina insolita. Altri punti di forza sono la perfetta organizzazione curata sin nei minimi particolari: per esempio hanno previsto il carrello porta-vassoio, che in effetti è comodo, con un gancio per appendere le borse dello shopping, e un altro gancio ai lati dei tavoli sempre per liberarsi di ogni impiccio. Molti prodotti sono certificati "bio", per chi ha a cuore questo aspetto, o anche con certificazioni di sostenibilità ambientale e sociale come la UTZ. Ci sono menù appositi per i bambini, scaldabiberon per le mamme, un forno a microonde a disposizione se un piatto si è raffredato e lo si vuol scaldare al volo, omogeneizzati in vendita alle casse, eccetera eccetera. L'arredamento ovviamente è quello tipico IKEA, essenziale e funzionale ma con un tocco di design, con alle pareti anche un enorme poster di un paesaggio svedese (vedi foto). Insomma, l'esperienza è interessante per alcuni versi anche se il mangiare potrebbe non piacere a tutti, e tutto sommato sempre di un self-service super-economico si tratta. Un punto debole invece è la ripetività dei menù, più o meno simili tutti i giorni, con poche variazioni. I prezzi sono davvero piccoli: in due abbiamo pranzato con 13 euro e spiccioli. Se qualche piatto risulta particolarmente gradito, è anche possibile acquistarlo come surgelato al negozio IKEA Food che si trova all'uscita del negozione.

Beh, credo che la ripetività del menù, non solo nel tempo ma anche nello spazio, sia il loro punto di forza ;-)

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