ALL'OSTERIA BOTTEGA

Categoria: Ristorante, Osteria

Voto 4 5 Buono - Tutti i voti

Via santa caterina, 51
40123 - Bologna (BO) italia

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Mappa ALL'OSTERIA BOTTEGA a Bologna (BO)

27 Commenti

robson
robson
ha scritto Giovedi, 11 Ottobre 2007 alle 22:37

"Si trova in una piccola via a ridosso di Porta Saragozza. Ha 24 coperti quindi conviene prenotare sempre, anche a pranzo. Daniele è simpaticissimo, il menu è abbastanza fisso con dei super classici come tortellini in brodo di cappone, passatelli, tagliatelle al ragù e per secondo coniglio e pollo soprattutto. Per antipasto non può mancare il culatello o un prosciutto 30-40 o 50 mesi. Mortadella e salame completano l'antipasto. Vini regionali semplici ma deliziosi. Dolci da favola: una zuppa inglese con alchermes senza cioccolato da applauso. Caffè eccellente. In due ho speso 54 euro prendendo antipasto (carpaccio di culatello con parmigiano e pere, oltre ad un assaggio di mortadella e grana), primo (tagliatelle fatte a mano col culatello, deliziose) e dolce (la zuppa inglese). Vino escluso, un onesto Sangiovese di Faenza a 16 euro. Acqua, caffè e la simpatia di Daniele comprese nel prezzo. Consigliatissimo (ma prenotate)."

Voto 5 SpagoLicious

robson
robson
ha scritto Mercoledi, 30 Luglio 2008 alle 11:03

"Sono tornato da Daniele per cena e confermo il primo giudizio. Affettati di qualità divina (la salsiccia fresca era commovente), tagliatelle alla coppa estiva e tagliatelle alla cipolla, vitello tonnato e zucchine ripiene (peccato fredde, le avrei preferite tiepide), gelato al rum e sorbetto alla pesca. Acqua, sangiovese superiore "Noi" di San Patrignano e caffè per una spesa di 100 euro in due."

Voto 5 SpagoLicious

sfrangette
sfrangette
ha scritto Mercoledi, 05 Agosto 2009 alle 16:45

"I tortellini migliori mangiati a Bologna e la Cotoletta alla Petroniana...straordinaria!!!
L'osteria migliore di Bologna!
Obbligatorio prenotare, è sempre affollatissima."

Visitato a Maggio 2009

robson
robson
ha scritto Lunedi, 02 Novembre 2009 alle 12:10

"Concordo. L'Osteria migliore di Bologna, senza voler far torto a nessuno. Siamo andati da Daniele mercoledì scorso, in cinque buone forchette... Un'esperienza unica, irripetibile anche per l'atmosfera creatasi tra noi e Daniele. Per cominciare, Sua Maestà La Mortadella (così recita il menù), salsiccia fresca (commovente), parmigiano reggiano e coppa freschissima, il tutto annaffiato da un superbo Franciacorta. Tagliatelle al ragù, tortellini in brodo di cappone (i migliori di Bologna) e tagliatelle al culatello ci hanno permesso di entrare in sintonia con un morbido Ombroso 2005, immediatamente bissato in accompagnamento alla sublime cotoletta alla petroniana ed all'assaggio di bollito (fuori menù). C'è il posto, anzi dovete lasciare posto per la zuppa inglese, che abbiamo mangiato in accompagnamento ad un passito della fattoria Zerbina, prima del caffè e del conto di 178 euro in cinque persone, vino escluso, ovvero 35 euro a persona. Dopo quasi tre ore e mezza ci siamo alzati da tavola, inebetiti dalla bontà del cibo e del vino. I miei ospiti, marchigiani, a distanza di quasi una settimana continuano a ringraziarmi per averli portati da Daniele, all'Osteria Bottega, dove tradizione e qualità sono sapientemente coniugati grazie alla passione di un oste d'altri tempi! Meraviglia assoluta."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Ottobre 2009

mangiarebene
mangiarebene
ha scritto Venerdi, 18 Dicembre 2009 alle 15:00

"Che dire dell'ostria bottega....bella, con il menu' così vasto chiamarla ancora osteria....direi ristorante! Si mangia bene,ma una delle tante pecche è che sono stato trattato con poca
curanza...consiglio di ordinare un frullato dall' antipasto al caffè,visto che ti fanno mangiare con l'imbuto, ,hanno troppa fretta nel sevire per ricambiare in fretta il tavolo, all'epoca entrati nella piazza lavoravano per far star bene noi clienti,ora solo per far stare bene il portafoglio...la salvezza del locale è la cucina, l'oste (Daniele) a parer mio con le sue sceneggiate da attore sta' annoiando...non dimentichiamoci che nella piazza esistono altri ristorantini/osteria molto piu' confortevoli dell 'osteria bottega"

Visitato a Dicembre 2009

eugeniovecellio
eugeniovecellio
ha scritto Sabato, 01 Maggio 2010 alle 13:10

"Dell'atmosfera e della cordialità è già stato abbondantemente scritto e confermo tutto e in particolare il servizio cortese e senza fretta.Mi concentro sul cibo: abbiamo provato di tutto e tutto è stato di eccellente livello.Segnalo in particolare tra gli antipasti la spalla cotta di maiale nero, tra i primi i tortellini e i tortelloni(sanno davvero di salvia!) e soprattutto la divina cotoletta alla petroniana..davvero commovente.Nel complesso è stata la cena più gustosa della mia vita..e ne ho fatte!costo totale 35-40€.obbligatorio e difficle prenotare.ho dato come voto spagolicious ma ce ne vorrebbe uno più alto per rendere l'idea"

Voto 5 SpagoLicious

asile
asile
ha scritto Sabato, 01 Maggio 2010 alle 15:02

"L'Osteria Bottega è ben nascosta nella stretta via Santa Caterina, ha pochi coperti di cui qualcuno anche all'esterno, sotto al portico, ed è arredata con garbo e buon gusto.
Noi eravamo un gruppetto numeroso, ma in generale la consiglierei più per una cenetta intima, sia per l'atmosfera che per la tipologia di locale.
L'oste è uno di quelli che ormai non si trovano quasi più, competente, godurioso, vagamente originale.
Ci siamo lasciati consigliare e penso che in un posto simile ne valga la pena, anche perchè è stato molto disponibile nel preparate piatti misti di assaggi delle cose che ci ispiravano maggiormente e ci ha suggerito un ottimo sangiovese (16 euro, un prezzo congruo).
Dopo un piccolo benvenuto della casa, sotto forma di frittatina, è arrivata la pancetta delicatissima, il pecorino di fossa di san patrignano eccezionale, la salsiccetta fresca, e ottimo pane.
Poi, con molta pazienza, i primi: tortelloni, tortellini in brodo, tagliatelle al ragù, tagliatelle al culatello e asparagi, lasagne, strigoli.
Le mie tagliatelle al ragù erano molto buone, ma nella norma, non d'eccellenza per via di un ragù un pò troppo asciutto per i miei gusti, mentre mi sono sembrati buonissimi i tortelloni e i tortellini.
Altalenanti e opposti i pareri sulle tagliatelle al culatello e asparagi.

Come secondo abbiamo assaggiato le "zucchine ripiene con le loro polpettine", buonissime, mentre gli altri sono stati entusiasti delle cotolette alla petroniana, e di un piatto a base di coniglio.

L'oste ha gentilmente offerto le patate di contorno, ben cotte e saporite.

L'attesa per i secondi era stata un po' lunghetta, e personalmente non me la sono sentita di prendere il dolce (anche se mi è molto dispiaciuto perchè ci tenevo ad assaggiare la torta di riso, che per me è un ricordo d'infanzia), ma gli altri hanno assaggiato il gelato di crema con le fragole, e un dolce al mascarpone sotto forma di semifreddo.

Scusandosi per i tempi d'attesa eccessivamente dilatati (siamo usciti a mezzanotte passata), ci sono state offerte due delle tre bottiglie di vino.
Abbiamo speso così 38 euro a testa, per una qualità eccellente, un'attesa veramente lunga, ma un servizio molto cortese.
Lo consiglio caldamente, soprattutto perchè come locale del centro di Bologna, è davvero una spanna sopra."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Aprile 2010

Parro
Parro
ha scritto Domenica, 30 Maggio 2010 alle 21:50

"Indubbiamente una delle migliori osterie del centro di Bologna. Uno dei punti di forza sono gli antipasti, nonostante fossero composti quasi esclusivamente da affettati e formaggi, ma di livello eccezionale.
In due abbiamo preso pancetta arrotolata e pecorino di antipasto, un primo di passatelli asciutti con sedano carote e pomodorini, un maialino da latte al formo, entrambi ottimi, e due dolci un creme caramel, nella norma, ed uno straordinario semifreddo allo zabaione con ciambella impregnata di vin santo. Aggiungendo due calici di rosso abbiamo speso 33 euro a testa, non proprio economico, ma li valeva tutti.
Per quel che riguarda il servizio, siamo andati senza prenotazione di sabato sera, l'attesa e' stata lunga, ma allietata da due calici di bianco offerti dalla casa."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Maggio 2010

MammaCattiva
MammaCattiva
ha scritto Venerdi, 04 Giugno 2010 alle 10:05

"Finalmente ho trovato posto in questa piccola ma rinomata Osteria. Molto accogliente la parte interna, un po' scomoda la parte esterna. Il menu ha poche proposte ma tutte molto invoglianti nel rispetto di alcuni must della cucina emiliana. Il titolare è avvolgente. Il bilancio è positivo e senz'altro lo suggerirei. Prezzo piuttosto elevato rispetto alla proposta qualitativa finale."

Voto 4 Buono

Visitato a Giugno 2010

greenways
greenways
ha scritto Martedi, 26 Ottobre 2010 alle 20:43

"Ho prenotato con qualche giorno di anticipo e ho trovato finalmente posto. L'osteria è molto calda e accogliente e ci siamo trovati bene. Tutto buono ma devo dire ottima la cotoletta. Per concludere direi che più che un osteria è un buon ristorante."

Visitato a Aprile 2010

raspellik
raspellik
ha scritto Sabato, 13 Novembre 2010 alle 18:54

"rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr"

Voto 3 Non male

Visitato a Ottobre 2010

raspellik
raspellik
ha scritto Sabato, 13 Novembre 2010 alle 18:55

"rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr"

Voto 3 Non male

Visitato a Ottobre 2010

tassos
tassos
ha scritto Giovedi, 18 Novembre 2010 alle 18:19

"Locale moderno ma piccolissimo si sta abbastanza stretti, anche perchè è sempre pieno. ma di contro si mangia divinamente la vera cucina Bolognese. Prezzo medio. Prenotazione obbligatoria, se andate di Sabato ricordatevi di prenotare al massimo il mecoledì precedente e spesso è già pieno. Complimenti all'Oste Minarelli veramente un perfetto padrone di casa sempre."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Ottobre 2010

robson
robson
ha scritto Giovedi, 17 Febbraio 2011 alle 14:33

"Ennesima visita ed ennesima conferma dell'Osteria Bottega dove si mangia cucina semplice di alta qualità. Niente fronzoli, niente miscugli, pochi piatti, semplici, genuini in cui a farla da padrone è la qualità degli ingredienti. E così venerdì scorso siamo riusciti a mangiare divinamente pur prendendo (sua maestà, la) mortadella, culatello, salsiccia e grana per antipasto, tortellini in brodo e tagliatelle al culatello, colotella alla bolognese (10 e lode) e zuppa inglese (11...). Per una cena completa mettete in conto 42/45 euro a persona, vino escluso. Meritatissimi! A presto."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Febbraio 2011

matteoemme
matteoemme
ha scritto Domenica, 03 Aprile 2011 alle 10:57

"Da emozionarsi. Tappa obbligata per chi vuole trovare la vera Bologna. Un'osteria in cui verrete coccolati e che difficilmente visiterete solo una volta!"

Voto 5 SpagoLicious

asile
asile
ha scritto Mercoledi, 13 Aprile 2011 alle 12:05

"Tornati ieri sera a distanza di più di un anno, ma stessa soddisfazione.

Abbiamo scelto mortadella, culatello, e assaggio di salame e salsiccetta cruda per antipasto (attenzione alle quantità degli antipasti, si va sostanzialmente a peso, quindi se volete solo un assaggio specificatelo), poi tagliatelle al ragù e tagliatelle con culatello e asparagi, e infine melanzane alla parmigiana (straordinarie) e patate al forno.

Da bere un ottimo Barbera del territorio, suggerito dall' oste.

Conto totale 95 euro in due, vino compreso. Senz'altro non poco ma assolutamente consono alla qualità straordinaria di quanto mangiato e bevuto, all'ambiente delizioso, all'eleganza di un servizio semplice ma premuroso.

E' il classico posto in cui portare qualcuno che ci è caro, o con cui fare bella figura."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Aprile 2011

isasbiu
isasbiu
ha scritto Sabato, 14 Maggio 2011 alle 10:24

"Passando da Bologna abbiamo scelto questa osteria grazie alle ottime recensioni trovate su 2spaghi. Beh, il locale e molto curato, accogliente. A nostro avviso la cucina ci e' sembrata troppo particolare, poco saporita, poco italiana. La cotoletta alla bolognese troppo salata, non c'era sapore di carne, ma la carne dove era?!? C'era?! Beh si per 34 euro doveva esserci. Rapporto qualità prezzo eccessivo. Il personale e' anche un po' scortese. Abbiamo rinunciato al dolce per la troppa confusione, per il conto abbiamo aspettato più di un'ora. Risultato? Non ci ritorniamo, e non lo consigliamo."

Voto 2 Così Così

gianpi
gianpi
ha scritto Sabato, 11 Giugno 2011 alle 19:06

"La proporzione qualità prezzo non è favorevole. E' vero che i salumi sono buoni ma questo vuol dire che ha un buon fornitore, in cucina sono invece più scarsi (so si andare contro il parere di molti ma la cotoletta alla Bolognese è distante anni luce da come deve essere). L'offerta dei piatti è modesta (sempre in relazione al prezzo che è super), il locale è piccolo ma è una tragedia d'inverno dove, quando aprono la porta sono sventagliate tremende. Il titolare è un grande affabulatore nel magnificare le sue offerte ma.... non è proprio un esperto di cucina (specie bolognese). Con quello che costa andrei da un'altra parte"

Voto 1 Scarso

Visitato a Giugno 2011

matteoneri
matteoneri
ha scritto Mercoledi, 20 Luglio 2011 alle 15:46

"siamo stati a cena in questo ristorante sia perchè è conociutissimo a bologna, è segnalato dalla guida slow food 2010 e 2011, e volevamo provarlo

come antipasto, prosciutto e poi pecorino invecchiato nel fieno
un primo, tagliatelle al culatello di zibello, davvero buone e il culatello croccante al punto giusto.
come secondo , la cotoletta per due (ben 34 euro) che è si abbondante ma forse per due un pò poco.
da bere acqua e un merlot davvero buono della cantina "villa papiano" di imola da 22Euro.
conto totale 94 euro.
in conclusione, il cibo è buono, ma le porzioni sono piccoline, e il conto risulta alla fine un pò troppo alto."

Voto 3 Non male

Visitato a Giugno 2011

gianpi
gianpi
ha scritto Sabato, 06 Agosto 2011 alle 21:04

"Se qualcuno ama gli affabulatori vada in questo posto. Avrete dei salumi (decorosi) con un dovizioso racconto che li magnifica, altrettanto con il parmiggiano reggiano. A un certo punto vi sembra quasi che la mucca che ha fatto il latte sia una vecchia conoscenza. Non sognatevi di chiedere altro come antipasto perchè non c'è. Tortellini decenti (credo fatti da un pachistano che ha orecchiato il mestiere) cotoletta alla bolognese (se potete permettervela a prezzi stratosferici) non degna del suo nome (forse qui il pachistano deve ancora fare qualche lezione). I dolci non son buoni e, per loro stessa amissione, li fanno fare ad altri. Il vino è dell'ottimo lambrusco (anche qui manca poco che vi presentino gli acini dell'uva, tanto è dovizioso il racconto) non cercate altro vino (decente) perchè non c'è. Il conto è stratosferico in rapporto al locale e al menù. Se però ci mettete anche tutte le sceneggiate per magnificare i cibi.... ebbeh !!! anche gli spettacoli vanno pagati."

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Visitato a Giugno 2011

ferretti
ferretti
ha scritto Giovedi, 15 Settembre 2011 alle 10:18

"Niente di speciale o tantomeno di esaltante, offre piú o meno le stesse identiche cose che propongono quasi tutti i ristoranti di bologna ( la solita minestra ) ma in stile francese, piatti campagnoli dalle piccole porzioni non molto curati nell'aspetto ma molto salati nel costo. Anche il personale lascia a desiderare, il locale é piccolissimo e stipato, ho provato ad allungare un piatto alla cameriera che mi ha ringraziato con una ramanzina...ed il bagno é pure farcito di cartacce."

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eli0212
eli0212
ha scritto Martedi, 18 Ottobre 2011 alle 19:31

"Mi dispiace ma sono tornata tre giorni fa in questo ristorante che mi era sempre piaciuto..e devo ammettere che sono rimasta molto delusa. Ricordo che l ultima volta che mi vi recai- 2 mesi prima- avevo mangiato sotto il porticato dei buonissimi passatelli asciutti in misticanza di stagione e pancetta croccante e la solita strampalata cotoletta alla bolognese. L altro giorno invece.. beh. che dire...Mi ha servita l aiuto cameriera pachistano che non sa nè leggere nè scrivere, ha preso un'ordinazione completamente sbagliata e al posto di "un assaggino piccolo di prosciutto e salumi" ci ha portato 3 piattini separati. uno di prosciutto, uno di mortadella e uno di salame (4 fette) Del prezzo -l uno!- di 14 euro! il mio ragazzo li ha mangiati credendo si trattasse del "piattino misto " richiesto..chiediamo poi- sempre al pachistano- di portarci un mezzino di rosso buono, sangiovese o merlot. Lui ci lascia un vino definendolo "ottimo rapporto prezzo qualità, molto leggero..". un litro. "bevetene quanto ne volete" ci dice..nel senso. pagherete a consumo. mezza bottiglia (meno di un litro) ci è costata 22 euro.Andiamo avanti..arriva la cotoletta (i soliti 33 euro ..però ben spesi perchè è ottima), patate arrosto (6 euro). due grappe secche. un caffè. nulla di più. un onesto pranzetto da 120 euro. l unica cosa che ci ha fatto il proprietario- notoriamente gentile e simpatico- è stato scriverci il conto sul tavolo e scusarsi di nn averci seguito lui. "datemi 100 e siamo a posto". A posto mica tanto. le 6-7 volte che vi ero stata in precedenza avevamo sempre preso un primo in due , solita cotoletta, patate, grappa e , a volte, anche gelato alla crema, e avevamo sempre speso sui 60 euro. Se il non averci seguito LUI è una buona scusa per far lievitare i prezzi del doppio..le sue scuse non sono del tutto accette. o almeno. insufficienti. ci tornerò per la cotoletta perchè- aimè- a mio avviso è la migliore di bologna. ma spendere 120 euro per un pranzo in cui sei seguito e servito da un pachistano che fraintende metà dell'ordine..se permettete, non mi sembra affatto equo!! la prossima volta lo farò notare ed eviterò ASSOLUTAMENTE quei salumi banali ma carissimi!"

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Visitato a Ottobre 2011

ginoromano
ginoromano
ha scritto Sabato, 07 Gennaio 2012 alle 11:44

"tre adulti maschi (buone forchette): antipasto di mortadella e salciccia (da urlo); 2 lasagna ed 1 tagliatelle (medaglia d'oro); 3 capponi arrosto con patate al forno; 2 zuppa inglese e un semifreddo, Lambrusco L'Acino, minerale......130 euro !
Grande cortesia del personale (Daniele è arrivato alla fine, solo per un saluto).
Tornerò, lo consiglierò e sono stupito dalla recensione precedente."

Voto 5 SpagoLicious

Visitato a Gennaio 2012

avanscoperta
avanscoperta
ha scritto Lunedi, 30 Gennaio 2012 alle 13:24

"Quello che dispiace è che i piatti vengano scambiati come "autenticamente" bolognesi. Di autenticamente bolognese qui c'è la simpatia dell'oste, la qualità della mortadella (è quella di Pasquini in via delle Tofane - tra l'altro buonissima eda buonissimo prezzo), volendo il lambrusco, che però è dei cugini modenesi. Il resto lo sta facendo "la moda", è molto cool andare da Bottega e .... giù botte con i prezzi, 34 € (diconsi 34) per una cotoletta alla bolognese, che tale è solo negli ingredienti ma ne è ben lontana nella preparazione. Chi sente la necessità di essere stato in un locale alla moda ed ha il portafoglio molto ben rifornito vada pure. A proposito andateci con il taxi perchè di parcheggiare non se ne parla."

andy00
andy00
ha scritto Domenica, 26 Febbraio 2012 alle 02:04

"25 febbraio 2012
Dopo le recensioni di alcune guide del settore e l'opinione entusiastica di amici lombardi che ci avevano segnalato La Bottega come l'ultimo vero tempio della cucina Bolognese, io e mia moglie, dopo esserci sentiti dire per 5 volte a fila: "spiacente tutto occupato", desiderosi di poter "accedere" a questo rinnovato locale ci siamo infine adattati ad una prenotazione in seconda serata per le 22.30 di un sabato sera. Carichi di aspettative arriviamo mentre il nostro tavolo è in preparazione e ci accomodiamo nell'angolo in un locale dove la "compattazione" dei tavoli mi rende difficoltoso il semplice scostare la sedia per accomodarmi al mio posto. Ad una prima occhiata il locale non è cambiato molto rispetto all'osteria che frequentavo 20 anni fa per bere birra e mangiare panini con gli amici, se non fosse per i tavolacci di allora sostituiti con tavoli più moderni. L'apparecchiatura con tovagliolo di tessuto e tovaglia di carta è un "ibrido" che lascia me a mia moglie leggermente perplessi, ma tutto sommato in linea con l'ambente. Alla mia destra due ragazzini di una tavolata giocano con I-Pad, poco più in la un neonato urla la sua stanchezza a tutta voce.
Ci concentriamo sul menù: una pagina di una ventina di antipasti dominata da salame e prosciutti vari non solletica la nostra curiosità, cerchiamo invano un piatto caldo tra questi e non trovandolo passiamo direttamente ai primi, nonostante la fame visto l'orario. Io opto per dei rigatoni con guanciale e ragout bianco, mentre mia moglie non trovando un primo di suo gradimento opta per la parmigiana di melanzane (12 euro), annoverata peraltro tra i contorni. Nel frattempo chiedo la carta dei vini, ma mi sento rispondere dal titolare che la carta dei vini è lui in persona: mi chiede zona e tipologia di vino e mi indirizza su un Barbera nostrano citandomi anche il prezzo: 20 euro. Acqua e vino ci vengono serviti dal cameriere pakistano che, senza in alcun modo voler essere razzisti, sembra alquanto un pesce fuor d'acqua in un tempio della cucina bolognese. L'acqua naturale ci viene servita aperta, con l'accortezza però di fare finta di svitare il tappo di fronte a noi, il vino ci viene servito con la bottiglia appoggiata pesantemente sul bicchiere.. Il bicchiere barcolla e poi si ferma, io e mia moglie ci guardiamo perplessi: nostro figlio di otto anni saprebbe fare meglio.

Dopo 15 minuti di attesa arrivano rigatoni e melanzane, un buon ragout contraddistingue i primi, anche se è impossibile non notare che i rigatoni sono leggermente croccanti, riscaldati al forno tanto per intenderci. La tanto decantata parmigiana di melanzane fatta espressa (così ha tenuto a precisare il titolare) altro non è che melanzane lessate con una spalmata di salsa pomodoro infine passata in forno, nel complesso un piatto molto mediocre.
Ci guardiamo attorno mentre la temperatura continua a salire, è inverno sono in maniche di camicia e purtroppo stille di sudore mi scendono spiacevolmente sulla schiena, colpa dell'effetto stalla. Guardandoci attorno è facile capire come mai per mesi il sabato sera non abbiamo mai trovato posto, il locale ha la capacità per contenere al massimo 7-8 gruppi di tavoli, alcuni da due, altri da quattro persone.
Arrivano i secondi: obbiettivamente molto buono il brasato di mia moglie, peccato che venga rovinato da un accompagnamento fatto da due fette di polenta fredda da frigo. Osservo invece con perplessità le dimensioni della mia anatra muta, talmente grande da meritarsi l'appellativo di "anatra toro" , coniato per l'occasione da me e mia moglie. Bastano però due forchettate per rendersi conto del trucco: altro non si tratta che di "pollo vulgaris", croccantino al punto giusto come quello servito al banco rosticceria degli ipermercati, peraltro però impreziosito della stessa salsa scippata dal brasato di mia moglie. Mi prendo perfino il disturbo di strappare un lembo di "tovaglia" per misurare la lunghezza dell'arto dell'anatra toro: a casa il responso del metro dirà 14,5 centimetri. Appunto un' anatra toro. Io e mia moglie ci domandiamo con che faccia si possa presentare un pollo raccontando che sia un'anatra. Vergognoso.
Arriva nel frattempo il cameriere pakistano con la seconda bottiglia di acqua naturale, anche quest'ultima con l'apertura "finta" riservata ai clienti distratti. Peccato che qualche volta si incontrino clienti che distratti non sono e che sono pure degli appassionati di anatra, ma di quella vera.
Mentre ordino il conto faccio fatica a trattenere mia moglie che vorrebbe rendere partecipe della nozione di anatra toro anche l'ignaro proprietario, che però è troppo indaffarato a sedare una discussione di circa quindici minuti con il tavolo dei vicini, nata all'arrivo del loro conto.

All'arrivo del nostro di conto notiamo il prezzo del brasato caricato a 18 euro anziché i 16 citati dal menù, salvo poi arrotondare a 80 anziché 83 Euro la cifra finale. Sinceramente troppi per una melanzana bollita ed un pollo in salsa di brasato.
Nel complesso: Rigatoni voto: 7, Parmigiana di melanzanevoto: 5 e mezzo, Brasato voto: 8, Anatra Toro meglio nota come pollo vulgaris voto: 4 e mezzo.
Sommatoria voto alla cucina: (7 + 5.5 + 8 + 4.5) = 25/4 = 6.25
Voto al servizio: 5
Voto all'ambiente: 4 e mezzo

Giudizio finale dell'autore: Penso che lascerò tranquillamente passare altri venti anni prima di tornare alla Bottega: salvatevi voi che siete ancora in tempo !!"

Visitato a Febbraio 2012

andy00
andy00
ha scritto Domenica, 26 Febbraio 2012 alle 02:04

"25 febbraio 2012
Dopo le recensioni di alcune guide del settore e l'opinione entusiastica di amici lombardi che ci avevano segnalato La Bottega come l'ultimo vero tempio della cucina Bolognese, io e mia moglie, dopo esserci sentiti dire per 5 volte a fila: "spiacente tutto occupato", desiderosi di poter "accedere" a questo rinnovato locale ci siamo infine adattati ad una prenotazione in seconda serata per le 22.30 di un sabato sera. Carichi di aspettative arriviamo mentre il nostro tavolo è in preparazione e ci accomodiamo nell'angolo in un locale dove la "compattazione" dei tavoli mi rende difficoltoso il semplice scostare la sedia per accomodarmi al mio posto. Ad una prima occhiata il locale non è cambiato molto rispetto all'osteria che frequentavo 20 anni fa per bere birra e mangiare panini con gli amici, se non fosse per i tavolacci di allora sostituiti con tavoli più moderni. L'apparecchiatura con tovagliolo di tessuto e tovaglia di carta è un "ibrido" che lascia me a mia moglie leggermente perplessi, ma tutto sommato in linea con l'ambente. Alla mia destra due ragazzini di una tavolata giocano con I-Pad, poco più in la un neonato urla la sua stanchezza a tutta voce.
Ci concentriamo sul menù: una pagina di una ventina di antipasti dominata da salame e prosciutti vari non solletica la nostra curiosità, cerchiamo invano un piatto caldo tra questi e non trovandolo passiamo direttamente ai primi, nonostante la fame visto l'orario. Io opto per dei rigatoni con guanciale e ragout bianco, mentre mia moglie non trovando un primo di suo gradimento opta per la parmigiana di melanzane (12 euro), annoverata peraltro tra i contorni. Nel frattempo chiedo la carta dei vini, ma mi sento rispondere dal titolare che la carta dei vini è lui in persona: mi chiede zona e tipologia di vino e mi indirizza su un Barbera nostrano citandomi anche il prezzo: 20 euro. Acqua e vino ci vengono serviti dal cameriere pakistano che, senza in alcun modo voler essere razzisti, sembra alquanto un pesce fuor d'acqua in un tempio della cucina bolognese. L'acqua naturale ci viene servita aperta, con l'accortezza però di fare finta di svitare il tappo di fronte a noi, il vino ci viene servito con la bottiglia appoggiata pesantemente sul bicchiere.. Il bicchiere barcolla e poi si ferma, io e mia moglie ci guardiamo perplessi: nostro figlio di otto anni saprebbe fare meglio.

Dopo 15 minuti di attesa arrivano rigatoni e melanzane, un buon ragout contraddistingue i primi, anche se è impossibile non notare che i rigatoni sono leggermente croccanti, riscaldati al forno tanto per intenderci. La tanto decantata parmigiana di melanzane fatta espressa (così ha tenuto a precisare il titolare) altro non è che melanzane lessate con una spalmata di salsa pomodoro infine passata in forno, nel complesso un piatto molto mediocre.
Ci guardiamo attorno mentre la temperatura continua a salire, è inverno sono in maniche di camicia e purtroppo stille di sudore mi scendono spiacevolmente sulla schiena, colpa dell'effetto stalla. Guardandoci attorno è facile capire come mai per mesi il sabato sera non abbiamo mai trovato posto, il locale ha la capacità per contenere al massimo 7-8 gruppi di tavoli, alcuni da due, altri da quattro persone.
Arrivano i secondi: obbiettivamente molto buono il brasato di mia moglie, peccato che venga rovinato da un accompagnamento fatto da due fette di polenta fredda da frigo. Osservo invece con perplessità le dimensioni della mia anatra muta, talmente grande da meritarsi l'appellativo di "anatra toro" , coniato per l'occasione da me e mia moglie. Bastano però due forchettate per rendersi conto del trucco: altro non si tratta che di "pollo vulgaris", croccantino al punto giusto come quello servito al banco rosticceria degli ipermercati, peraltro però impreziosito della stessa salsa scippata dal brasato di mia moglie. Mi prendo perfino il disturbo di strappare un lembo di "tovaglia" per misurare la lunghezza dell'arto dell'anatra toro: a casa il responso del metro dirà 14,5 centimetri. Appunto un' anatra toro. Io e mia moglie ci domandiamo con che faccia si possa presentare un pollo raccontando che sia un'anatra. Vergognoso.
Arriva nel frattempo il cameriere pakistano con la seconda bottiglia di acqua naturale, anche quest'ultima con l'apertura "finta" riservata ai clienti distratti. Peccato che qualche volta si incontrino clienti che distratti non sono e che sono pure degli appassionati di anatra, ma di quella vera.
Mentre ordino il conto faccio fatica a trattenere mia moglie che vorrebbe rendere partecipe della nozione di anatra toro anche l'ignaro proprietario, che però è troppo indaffarato a sedare una discussione di circa quindici minuti con il tavolo dei vicini, nata all'arrivo del loro conto.

All'arrivo del nostro di conto notiamo il prezzo del brasato caricato a 18 euro anziché i 16 citati dal menù, salvo poi arrotondare a 80 anziché 83 Euro la cifra finale. Sinceramente troppi per una melanzana bollita ed un pollo in salsa di brasato.
Nel complesso: Rigatoni voto: 7, Parmigiana di melanzanevoto: 5 e mezzo, Brasato voto: 8, Anatra Toro meglio nota come pollo vulgaris voto: 4 e mezzo.
Sommatoria voto alla cucina: (7 + 5.5 + 8 + 4.5) = 25/4 = 6.25
Voto al servizio: 5
Voto all'ambiente: 4 e mezzo

Giudizio finale dell'autore: Penso che lascerò tranquillamente passare altri venti anni prima di tornare alla Bottega: salvatevi voi che siete ancora in tempo !!"

Visitato a Febbraio 2012

andy00
andy00
ha scritto Domenica, 26 Febbraio 2012 alle 02:04

"25 febbraio 2012
Dopo le recensioni di alcune guide del settore e l'opinione entusiastica di amici lombardi che ci avevano segnalato La Bottega come l'ultimo vero tempio della cucina Bolognese, io e mia moglie, dopo esserci sentiti dire per 5 volte a fila: "spiacente tutto occupato", desiderosi di poter "accedere" a questo rinnovato locale ci siamo infine adattati ad una prenotazione in seconda serata per le 22.30 di un sabato sera. Carichi di aspettative arriviamo mentre il nostro tavolo è in preparazione e ci accomodiamo nell'angolo in un locale dove la "compattazione" dei tavoli mi rende difficoltoso il semplice scostare la sedia per accomodarmi al mio posto. Ad una prima occhiata il locale non è cambiato molto rispetto all'osteria che frequentavo 20 anni fa per bere birra e mangiare panini con gli amici, se non fosse per i tavolacci di allora sostituiti con tavoli più moderni. L'apparecchiatura con tovagliolo di tessuto e tovaglia di carta è un "ibrido" che lascia me a mia moglie leggermente perplessi, ma tutto sommato in linea con l'ambente. Alla mia destra due ragazzini di una tavolata giocano con I-Pad, poco più in la un neonato urla la sua stanchezza a tutta voce.
Ci concentriamo sul menù: una pagina di una ventina di antipasti dominata da salame e prosciutti vari non solletica la nostra curiosità, cerchiamo invano un piatto caldo tra questi e non trovandolo passiamo direttamente ai primi, nonostante la fame visto l'orario. Io opto per dei rigatoni con guanciale e ragout bianco, mentre mia moglie non trovando un primo di suo gradimento opta per la parmigiana di melanzane (12 euro), annoverata peraltro tra i contorni. Nel frattempo chiedo la carta dei vini, ma mi sento rispondere dal titolare che la carta dei vini è lui in persona: mi chiede zona e tipologia di vino e mi indirizza su un Barbera nostrano citandomi anche il prezzo: 20 euro. Acqua e vino ci vengono serviti dal cameriere pakistano che, senza in alcun modo voler essere razzisti, sembra alquanto un pesce fuor d'acqua in un tempio della cucina bolognese. L'acqua naturale ci viene servita aperta, con l'accortezza però di fare finta di svitare il tappo di fronte a noi, il vino ci viene servito con la bottiglia appoggiata pesantemente sul bicchiere.. Il bicchiere barcolla e poi si ferma, io e mia moglie ci guardiamo perplessi: nostro figlio di otto anni saprebbe fare meglio.

Dopo 15 minuti di attesa arrivano rigatoni e melanzane, un buon ragout contraddistingue i primi, anche se è impossibile non notare che i rigatoni sono leggermente croccanti, riscaldati al forno tanto per intenderci. La tanto decantata parmigiana di melanzane fatta espressa (così ha tenuto a precisare il titolare) altro non è che melanzane lessate con una spalmata di salsa pomodoro infine passata in forno, nel complesso un piatto molto mediocre.
Ci guardiamo attorno mentre la temperatura continua a salire, è inverno sono in maniche di camicia e purtroppo stille di sudore mi scendono spiacevolmente sulla schiena, colpa dell'effetto stalla. Guardandoci attorno è facile capire come mai per mesi il sabato sera non abbiamo mai trovato posto, il locale ha la capacità per contenere al massimo 7-8 gruppi di tavoli, alcuni da due, altri da quattro persone.
Arrivano i secondi: obbiettivamente molto buono il brasato di mia moglie, peccato che venga rovinato da un accompagnamento fatto da due fette di polenta fredda da frigo. Osservo invece con perplessità le dimensioni della mia anatra muta, talmente grande da meritarsi l'appellativo di "anatra toro" , coniato per l'occasione da me e mia moglie. Bastano però due forchettate per rendersi conto del trucco: altro non si tratta che di "pollo vulgaris", croccantino al punto giusto come quello servito al banco rosticceria degli ipermercati, peraltro però impreziosito della stessa salsa scippata dal brasato di mia moglie. Mi prendo perfino il disturbo di strappare un lembo di "tovaglia" per misurare la lunghezza dell'arto dell'anatra toro: a casa il responso del metro dirà 14,5 centimetri. Appunto un' anatra toro. Io e mia moglie ci domandiamo con che faccia si possa presentare un pollo raccontando che sia un'anatra. Vergognoso.
Arriva nel frattempo il cameriere pakistano con la seconda bottiglia di acqua naturale, anche quest'ultima con l'apertura "finta" riservata ai clienti distratti. Peccato che qualche volta si incontrino clienti che distratti non sono e che sono pure degli appassionati di anatra, ma di quella vera.
Mentre ordino il conto faccio fatica a trattenere mia moglie che vorrebbe rendere partecipe della nozione di anatra toro anche l'ignaro proprietario, che però è troppo indaffarato a sedare una discussione di circa quindici minuti con il tavolo dei vicini, nata all'arrivo del loro conto.

All'arrivo del nostro di conto notiamo il prezzo del brasato caricato a 18 euro anziché i 16 citati dal menù, salvo poi arrotondare a 80 anziché 83 Euro la cifra finale. Sinceramente troppi per una melanzana bollita ed un pollo in salsa di brasato.
Nel complesso: Rigatoni voto: 7, Parmigiana di melanzanevoto: 5 e mezzo, Brasato voto: 8, Anatra Toro meglio nota come pollo vulgaris voto: 4 e mezzo.
Sommatoria voto alla cucina: (7 + 5.5 + 8 + 4.5) = 25/4 = 6.25
Voto al servizio: 5
Voto all'ambiente: 4 e mezzo

Giudizio finale dell'autore: Penso che lascerò tranquillamente passare altri venti anni prima di tornare alla Bottega: salvatevi voi che siete ancora in tempo !!"

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