brodo di giuggiolone

Lumaconi “Primavera frettolosa” (Avanzi miei prodi).

Marzo 9th, 2007 by virgiliop

Scegliete una fresca giornata di sole dopo la pioggia. Il cielo è saturo di luce bianca e azzurro, qualche nuvola montata staziona qua e là. Mettete sul piatto “What’s Going On” di Marvin Gaye e iniziate a pulire un porro (ne utilizzeremo mezzo), un pomodoro rosso maturo, due carote, un peperoncino verde piccante. Tagliate il porro a dischi sottili, le carote alla Julienne, il pomodoro a pezzetti piccoli e lo lasciate riposare in un filo d’olio insieme a un cucchiaino di zucchero e un pizzico di sale, il peperoncino tritato finemente, privato del grosso dei semi. Mettete a rosolare il peperoncino per un paio di minuti in olio extra vergine d’oliva, aggiungete le carote con uno spicchio di aglio tritato e pepe, quindi il porro e a seguire il pomodoro, dopo 3 minuti 50 grammi di pancetta dolce. Togliete dal fuoco appena la pancetta diventa rosa chiaro, ben prima che indurisca.

Scolati i 180 grammi di Lumaconi, mantecate il tutto un attimo e servite in tavola, con un vino bianco fresco da tavola.

Godetevi in santa pace “Mercy Mercy Me (The Ecology)” e “Sad Tomorrows“.

What's Oging On

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Miglia e miglia ancora…

Marzo 8th, 2007 by virgiliop

Prendete dal cielo nubi grigi piene di pioggia, aria fresca e sospesa, alberi in fiore, mimose ai semafori.
Rientrate e mettete sul giradischi “Miles Ahead” di Miles Davis con l’orchestra diretta da Gil Evans.

Tagliate a dischi di circa 3 millimetri un bel porro fatelo rosolare con un filo d’olio d’oliva a fuoco basso, aggiungete sale e un pizzico di zucchero, a fine rosolatura unite 100 gr. di pancetta dolce fatta a dadini, spolverate di pepe e fate mantecare insieme a 200 gr. di spaghetti misura 5. prima di servire in tavola aggiungete abbondante pecorino grattugiato.

Gustate un piatto energico insieme ad “I Don’t Wonna Be Kissed (By Anyone But You)” e “Blues For Pablo“.

Dato il contenuto calorico consiglio dopo pranzo di fare quattro passi all’aria aperta o quattro salti se piove.

Miles Davis - Miles Ahead

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Some Rice With Roy Ayers

Marzo 2nd, 2007 by virgiliop

Prendete una giornata di sole, alle 12,30 circa il cielo è così nitido che lascia trasparire l’universo.

Prendete:

160 gr. di riso parboiled,

1 carota grande,

1 zucchina verde,

1 peperoncino verde fresco,

1 scalogno,

formaggio pecorino,

sale e pepe (nero, verde e rosa).

Metto sul piatto rotante l’LP di Roy AyersEverybody Loves The Sunshine“, metto a bollire un tegamino di acqua con brodo vegetale, in una padella scoperta faccio cuocere il riso aggiungendo il brodo caldo all’occorrenza, nel frattempo taglio le verdure alla Julienne e le mischio al riso oltrepassata metà cottura. Completo la cottura del riso a fuoco spento, aggiungendo il pecorino grattuggiato (mi raccomando, togliete i semi dal peperoncino altrimenti vi va a fuoco tutto il quartiere) e a discrezione un filo di olio extra vergine d’oliva a crudo.

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Tra mezz’ora e un tramezzino

Febbraio 22nd, 2007 by virgiliop

Sono appena tornato da una fiera di moda a Milano.
Via Tortona, alle 14, viene baciata da un sole primaverile che rende amabile anche la città che più odio, dopo Piacenza e Ostia.
Uscito dalla fiera del lusso e dell’opulenza in fatto di apparel, shoes & accessories, mi ritrovo il cellulare in mano, un messaggio da scrivere e lo sguardo di una giovane donna che attraversa la vetrina di un bar latteria e incontra il mio.

Sta pranzando ad un tavolo apparecchiato solo per lei, una tovaglia a quadri verdi, il piatto con un secondo di verdure bollite e la forchetta. Sono tornato indietro di 50 anni ad una città dove nelle latterie e nelle osterie si trova sostentamento, buoni piatti casalinghi cucinati per dare ristoro nella giornata di lavoro. Nessun cameriere, né tovaglioli, né calici, un solo bicchiere per l’acqua e il vino, un solo piatto su cui il rito è ridotto all’elementare chinarsi sopra il cibo per nutrirsi, la fame tanta, il cibo semplice e buono.
Da quel momento ho consacrato la giornata alla felicità di quell’incontro, ho dimenticato tutte le inutili coperture lussuose per il corpo, appena visitate e ho cercato di tenere nei polmoni quel profumo di casa che emanava dalla vecchia latteria, dove la signora ti conosce come un figlio, ti accudisce senza servilismo, né ipocrisia.

In treno accanto a me un giapponese da fashion magazine divora il suo orrendo tramezzino direttamente dall’involucro di PET. Ho sgranocchiato la mia mela cercando di immaginare la lattaia che me la regala a fine pasto, in quella mezz’ora, là da lei, in cui il passato si ricongiunge col futuro.

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Spaghetti Solitude

Febbraio 14th, 2007 by virgiliop

Mi sono preparato il pranzo che segue, in esclusiva compagnia del mio cagnolino*.

Ho messo sul giradischi 180 gr. di vinile “Duke Ellington and Buck Clayton at Newport” (mai cucinare senza musica).

Faccio bollire una pentola di acqua per una porzione da 130 gr. di spaghetti misura 5. In una padella a parte, cuocio 4 bei gambi di cicoria tritata e fatta saltare in un filo di olio extra vergine d’oliva assieme a mezzo peperoncino verde piccante, aggiungo 4 gustosi filetti di alacce anch’essi sminuzzati e accompagnati da un filo di quel bell’olio d’oliva in cui riposano di notte. Faccio mantecare un attimo la pasta nel suo sugo aggiungendo un poco di olio d’oliva e una spolverata di basilico, oppure a scelta, un parco trito di nocciole.

Servo in tavola con una tazza di chai tea “Himalaya Sweet Armony” al finocchio.

sulle note di “In a Mellow Tone” ripasso il sugo abbondante rimasto con mezzo barillino all’olio.

tempo di realizzazione: 20 minuti.

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Non cedo più al richiamo del ragù.

Febbraio 14th, 2007 by virgiliop

Questa mattina è tornato il sole e l’aria è frizzantina, i miei polmoni si aprono come fiori in primavera e cercano di sollevarsi sulle punte, oltre le coltri di benzene.Tra le vie del mio quartiere, scoccate le 11, si diffonde un profumo di bucato appena steso. Un temporaneo candore casalingo che verrà infranto, inesorabilmente di lì a un’ora, dai primi soffrittini messi a mantecare con le penne, mentre il parmigiano si riscalda sul tavolo da pranzo, con l’acquolina in bocca.

panni stesi

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