Pizzeria Il Rustico, Bari

Giugno 14th, 2007

Breve pit-stop pizzesco nella pizzeria il rustico, bari, via quintino sella.
vivamente caldeggiati in un’indagine socio-estetico-degustativa dal cousin:

“Attendo impaziente il commento sulla pizzeria Il rustico sita in via Quintino Sella. Io in quella pizzeria fossi in voi immortalerei per i posteri anche il cabarettista/cameriere/garcon che allanagrafe registrato come Massimo. La sua perla preferita : come vuoi la coca-cola in barattolo o in lattina?

La pizzeria, abbiamo scelto l’orario sbagliato, cio le 21.30, era piena di gente. La temperatura sfiorava i 100 gradi cventrigadi. L’acqua degli allievi era in procinto di bollire.

L’estetica era delle migliori: porta d’ingresso a vetri che dava su quintino sella e sul suo traffico esasperato, fila di macchine in doppia fila parcheggiate davanti nella strada che separa il centro cittadino vero e proprio dal rione libert. situazione socio-politica ambigua, quindi. Le pareti, ricoperte in legno chiaro, erano addobbate con splendidi bassotilievi argentati che rappresentavano i pi svariati monumenti mondiali. al riguardoo aspetto notizie dal cousin, assiduo frequentatore, perch pare ne siano state aggiunte di ulteriori.
Gusti e sapori: delicati.
Suoni e odori: bambini in lacrime, troppi, ma niente usica fortunatamente. Solo la voe di m,assimo, il cameriere muscoloso ma con la panza dii birra, che rsuonava “dottore la bbbirrra!”. odori buoni, sostanzialmente di pizza.
Quantit mangiume: antipasto classico con olive verdi e prosciutto alla barese fresco appena tagliato con spruzzata di pepe. una pizza a testa: la solita capricciosa ed una con funghi freschi. due birre. sorbetto al limone in bicchierino in plastica da caff non richiesto ma imposto dalla casa. presumibilmente di provenienza jessica gelati, by andy luotto.
Spesa: 13 nEuri.
note: servizio molto lento, tanto sudore e tavolo condiviso con altra coppia.

La pizza molto buona. Gli antipasti, che non abbiamo sperimentato nella loro totalit erano vari e abbondanti, tanto che molto spesso venivano rimandati indietro poich bastavano da soli a fare cena. posto caciarone e simpatico. se si stimola e provoca massimo, il cameriere, potenzialmente pu mettere in scena uno show.

Parere della nana:

” caro kugjno
stasera abbiamo sperimentato lesperienza gastronomica in via q.sellasuggerimento talentuoso,quello del rustico,ma la serata,gli umori,frequentazioni e soprattutto temperatura non giusti e inadeguati alla serata;ma tutto sommato gusto(sia per quanto riguarda laspetto culinario che estetico)gradevole e non eccessivamente sovrabbondante ed esageratamente kitsch come la stragrande maggioranza di luoghi-di-culto-mangerecci-reietti.
lode,lode,lode a tali luoghi di culto”.

Lucida analisi del cousin:
“Comment:
Sono lusingato dall’invito di commentare le mie impressioni su questa pizzeria “culto”. Inizierei col dire che nel rapporto cibo propinato-prezzo pressocch imbattibile in terra barese. Il suo essere cult secondo me deriva sia dalla proporzione poc’anzi citata, sia dall’istrionico cameriere. Assolutamente contro-indicata in caso di serata romantica a lume di candela, ha come possibili “contra” l’eccessivo affollamento (ai limiti della praticabilit) nelle ore centrali della serata, e la temperatura che durante l’inverno rappresenta un piacevole tepore, ma durante l’estate semplicemente una tortura unita alla quantit immonda di antipasti. Solitamente quando ci sono andato io, abbiamo optato per il menu a 8 euro (o euricchi direbbe qualcuno di nostra conoscenza) che consta dei seguenti antipasti: mozzarelline, insalata di polpo, insalata russa, patate lesse, patate al forno, prosciutto tagliato alla barese (che io definirei jamon barensis), speck, provolone, olive verdi in acqua, prosciutto, prosciutto con olio e limone, scattata (i.e. pizza rustica con ricotta forte e pomodorini), gigi (pizza rustica con formaggio e prosciutto), ciccio per accompagnare. Se si supera questa fase, e si decide di optare per la pizza, in assenza di un menu, consiglio di arrivarci gi con le idee chiare, sia sul tipo di pizza che sulla grandezza. Quando si in tanti e ci si inizia a chiedere se conviene pi una gigante o delle pizze singole, il cervello elettronico presente nella scatola cranica di massimo (il cameriere istrionico) va in tilt, come i flipper. Seguono spiegazioni di logica matematica delle spartizioni del cibo a dir poco ermetiche, con una confusione generale per risolvere la quale si da ragione a massimo, qualsiasi cosa egli decida. Subito dopo la pizza, segue in bicchierino di plastica il gelato al limone, una bomboniera (gelato algida o di marca surrogata), e l’amaro o il limoncello. Sugli amari del rustico mio malgrado non posso esser preciso al momento, ma domani provveder con un post apposito. Per quanto riguarda le bevande, negli 8 euro (in realt questo il prezzo che fa a noi perch ad altri fa pagare 50 cent in pi) sono incluse acqua, birra peroni (solitamente di buona annata) e coca-cola (lattina o barattolo?) a volont. Se si chiede il conto e massimo in vena di battute (9 volte su 10) ci si sente rispondere “si un attimo dottore, ora vado al computer e lo stampo”, denotando un’autoironia ammirevole. Per quanto riguarda i quadri, come ben rilevato dalla coppia di autori della guida michelino delle pizzerie baresi, il gusto artistico non si discute, le new entry spacciate per van gogh, forse in un futuro prossimo venturo potranno esser considerate delle opere d’arte. sicuramente, a mio modesto parere, pi originali delle magliette dell’ a.s. bari appese alle pareti della pizzeria da donato, sita in via lattanzio. il commento della mia dolce met polacca, al termine della serata al rustico stata: questo posto non avrebbe potuto chiamarsi in maniera migliore!”

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